cristina-zambon-e-pierangelo-marella

Frutti selvatici, tutela e recupero di questi preziosi frutti, qui nasce la bacca Rosa Canina, siamo a San Godenzo (Fi) alle Sorgenti

News

Nella foto: Cristina Zambon e Pierangelo Marella, titolari dell’azienda agricola Le Sorgenti a San Godenzo (Fi)

Tutela della natura e recupero dei frutti antichi coltivati in modo naturale, meglio ancora se crescono nei boschi allo stato selvatico. L’importanza che rivestono queste specie va ben oltre le riconosciute proprietà salutari, ovviamente rilevanti, in quanto rappresentano una ricca fonte di biodiversità. Pertanto sta diventando fondamentale contrastarne la perdita, per riequilibrare la relazione tra benessere umano e servizi ecosistemici.

Lo hanno dichiarato in una intervista alla rivista specializzata on line Freshplaza.it, Cristina Zambon e Pierangelo Marella titolari dell’azienda Le Sorgenti a San Godenzo (Fi), specializzata nella produzione di succhi e confetture biologici di Lamponi, Ribes, Mirtillo, Rosa Canina e castagne del Mugello, dove si coltiva il pregiato Marrone IGP.

“Contrastare la perdita di biodiversità in agricoltura è un aspetto che acquista sempre più importanza, in quanto la diversità di specie presenti in natura rappresenta non solo il patrimonio biologico attuale, ma anche quello prossimo futuro. Nel senso che si tratta di specie in grado di esprimere, anche a seguito di ulteriori evoluzioni, nuove varietà in termini di ricchezza di colori, di forme o di nuovi frutti spontanei”, affermano i i titolari.

Nel 1984, dunque 36 anni fa, Pierangelo Marella fa una grande scommessa e lascia la professione di insegnante per dedicarsi alla coltivazione dei terreni acquistati lungo l’appennino toscano, al tempo abbandonati da molti anni.
Una sfida, ma che nel 2001 ha portato alla realizzazione del laboratorio di trasformazione, dove oggi l’azienda trasforma circa 80mila confetture di frutti di bosco sia coltivati sia spontanei difficilmente collocabili nella rete di vendita del fresco.

“Una sfida portata a buon fine, sottolinea con puntiglio Pierangelo Marella, a dimostrazione che è possibile vivere di agricoltura nell’Appennino tosco-romagnolo con una discreta economia, anche se non ci crede nessuno, considerato che tutti i contadini sono fuggiti da questi luoghi. Senza considerare che coltivare la terra a stretto contatto con la natura è un esercizio di bellezza ed equilibrio personale impareggiabile”.

La punta di diamante della produzione è la Confettura di Rosa Canina.
La bacca di rosa canina viene raccolta tra settembre e ottobre: si tratta di una vera sorgente di salute, peraltro di facile coltivazione, considerato che cresce anche spontaneamente. Contiene elevate concentrazioni di vitamina C, in quantità fino a 100 volte superiori rispetto ad arance e limoni (100 grammi di bacche contengono la quantità di vitamina C di un kg di agrumi).

Oltre che in succhi e confetture, un altro modo ottimale per usufruire dei numerosi effetti benefici della rosa canina è utilizzarne la polvere, ricchissima di vitamina C. Viene ottenuta dalla bacca disidratata in essiccatoi di ultima generazione, che utilizzano basse temperature (entro i 28°C ) da cui si ottiene una polvere finissima. Viene usata come depurante, ricostituente, antinfiammatorio e antidolorifico.

Trasformare la Rosa Canina è davvero un processo laborioso e paziente, perché la bacca si presenta con spine molto appuntite di 3-4 centimetri. I frutti vengono raccolti nei terreni boschivi aziendali e sottoposti a controllo biologico. La raccolta avviene a piena maturazione, per poter lavorare agevolmente la materia prima. Tagliato il picciolo e tolti i semi, la bacca viene ridotta in poltiglia, cosi da ottenere una polpa di colore rosso vivo. La polpa viene quindi concentrata sottovuoto, con ebollizione non superiore a 60-65°C, per mantenere inalterate le proprietà organolettiche del frutto.

Prodotta senza pectina aggiunta, la Confettura di Rosa canina contiene, per ogni vasetto, 130 gr di frutta per 100 gr di prodotto, e viene dolcificata con zucchero di canna bio (33%) o stevia (0,2%). Il risultato finale è una confettura squisita, disponibile in formato da 210 grammi, molto indicata per accompagnare formaggi delicati.

Molto apprezzate anche le confetture e i succhi ottenuti da lamponi rifiorenti appartenenti alla vecchia varietà Heritage. Si tratta di un frutto molto aromatico, che incontra l’interesse del consumatore esigente; nel caso specifico, certamente anche di fascia economica medio alta, quindi disposto a riconoscere il prezzo di un prodotto di fascia premium.

“Raccogliamo una buona produzione di lamponi – conclude Pierangelo Marella – che in annate buone come quella attuale si è attestata intorno ai 2.000 Kg. La resa è buona, considerato che i frutti non hanno bisogno di grandi interventi agronomici, perché siamo circondati dal bosco. Il problema sono i parassiti, ma noi li catturiamo con la trappole.

Trattandosi di frutti molto delicati nel periodo della raccolta, che avviene a scalare, li abbattiamo in celle frigorifere per lavorarli all’occorrenza durante tutto l’anno. I lamponi vengono processati dopo averli privati dei semi, soprattutto se destinati per il mercato tedesco, dove i consumatori gradiscono in generale confetture spalmabili omogenee.

Contatti:
Le Sorgenti
Via di Vetriceto, 39
50060 San Godenzo (FI) – Italy
Tel.: +39 055 8374260
Cell.: 335 5240518
Email: sorgentiditoscana@gmail.com
Web: www.sorgentiditoscana.it

a cura della Redazione Arga Toscana,
Fonte: Flashplaza.it

Seguici anche sui social: FacebooktwitterlinkedintumblrmailFacebooktwitterlinkedintumblrmailby feather Grazie!

Lascia un commento

*