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Isabella de’ Medici e i vini biodinamici di Cerreto Guidi e del Montalbano

Vino

A Cerreto Guidi le idee sono chiare in agricoltura. “E’ necessario spingere le aziende verso il biodinamico e la strada scelta è attraverso la cultura”. Il sindaco Simona Rossetti aprendo il settimo convegno di vitivinicoltura biodinamica moderna ha confermato l’indirizzo di un territorio che, malgrado i recenti danni causati dall’uragano, vuol continuare a perseguire. E sono indirizzi che testimoniano una capacità di programmazione e di visione a lungo termine nell’impostare politiche di sviluppo territoriale che comunemente non troviamo in altri territori che per storia e tradizione ne avrebbero le possibilità.

Il metodo di lavoro dei “Paradigmi scientifici a confronto” ha messo di fronte diverse visioni e diverse valutazioni sul biodinamico, ma per dare un senso a tutto, – come ha sottolineato Leonello Anello che ha realizzato il progetto scientifico del convegno – si parte e si disquisisce, confrontandosi, su termini scientifici. E così è stato tra i relatori Giovan Battista Mattii, Lucietta Betti, Leonello Anello, Anna Marson, Rita Mulas, Filippo Bussotti, Claudio D’Onofrio, Lisa Granchi e Giacomo Buscioni.
Coinvolte le Università e i ricercatori italiani, in un appuntamento che si è ricavato negli anni un suo spazio come ha dimostrato il salone della villa medicea Isabella de’ Medici completamente gremito.

Come vicepresidente regionale di Arga Toscana – i giornalisti specializzati in agroalimentare, enogastronomia, ambiente e territorio – tra le tante suggestioni e novità emerse ne propongo e ne segnalo due. La prima. Giovan Battista Mattii dell’Università di Firenze ha spiegato come dal “progetto Garfagnana” siano emersi dall’analisi del Dna, varietà di vitigni rosse non codificate che producono ampia quantità di polifenoli. Se, dunque, l’erosione genetica durante i secoli ci ha fatto perdere o abbandonare molte tipologie di vitigni, altri non sono ancora conosciuti e con essi le loro caratteristiche e le loro potenzialità. La seconda. E’ vicina la nascita (anche a livello statutario) del BIO-DISTRETTO DEL MONTALBANO. Lo ha detto il presidente Vittorio Contini Bonacossi sottolineando l’importanza del metodo che sta portando alla sua nascita: non un progetto calato dall’alto, ma condiviso tra le persone in un percorso partecipato che nasce dal basso. E’ partito dal comune di Carmignano, è stato apprezzato nel cerretese e ora il progetto che sta per decollare, coinvolge undici comuni e tre province. Una eccellenza che farà da apripista anche ad altri progetti simili.

Una nota enogastronomica. Il buffet offerto ai convegnisti era a chilometro zero e realizzato proprio dal biodistretto del Montalbano con materie prime provenienti da agricoltura che non fa uso di veleni, rispettosa di persone e ambiente. Un buffet a rifiuto zero, tutto biodegradabile, riciclabile o riusabile.
Sono stati proposti con un’ampia varietà di vini biodinamici: Carabaccia, con pane di grani antichi e cereali, cipolla di Strognano e pecorino; crostone con carpaccio di zucchini in olio evo e pinoli tostati di San Rossore; crostone di pomodori secchi e mandorle; formaggio Baccellone su foglia di fico con gelatina di fichi, vinsanto e olive condite, fagioli di Vinci aromatizzati alla menta e all’aglio; biscotti di Carmignano; vini e vinsanti da agricoltura biodinamica, acqua pubblica, caffè equo e solidale.
Ci vediamo il prossimo anno.

Fabrizio Mandorlini

 

 

Buffet a chilometro zero del bio distretto del Montalbano

 

 

 

La villa dove si è tenuto il convegno

 

 

 

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