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Ecco la black list dei cibi contaminati giunti in Italia

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Pubblichiamo e concludiamo la serie di articoli a tutela dei consumatori e del mangiare sano.

Il benessere di ogni individuo passa anche a che cosa si mangia. Ovviamente in Italia e in Toscana non mancano i piatti prelibati soprattutto quelli Made in Italy con le origini controllate.

Tuttavia il mangiar fuori dai nostri territori o meglio, trovare le novità della buona tavola anche in casa nostra, e gli esempi non mancano, con ingredienti delle cucine provenienti da altri paesi, a volte o molte volte possono arrecare disturbi di vario genere.

Ciò in considerazione del fatto che non conosciamo le provenienze degli alimenti e a volte desideriamo consumare prodotti non stagionali.

In questa direzione la globalizzazione delle merci, il continuo interscambio commerciale import export pur se autorizzato, possono alimentare sorprese di ogni genere. Dunque a tutela di tutto questo, è bene sempre leggere le etichette di provenienza che sono obbligatorie per legge in buona parte dei prodotti.

A mò di esempio: se vediamo un bel fungo ben esposta su una bancarella e a buon prezzo, anzi a sottoprezzo o privo di etichetta o proveniente da altri paesi anche del nostro continente europeo, domandiamoci sempre perchè quel prezzo quasi al minimo. Le sorprese potrebbero arrivare una volta rientrati a casa e pronti a consumarlo e magari trovarlo in cattive condizioni e quindi gettarlo nell’immondizia nell’organico.

Oppure nella peggiore delle ipotesi consumarlo e accorgersi sul nostro palato e relativa lingua di un sapore diverso da quello che ci si aspettava. Meglio dunque scegliere un made in Italy Doc. Abbiamo fatto l’esempio del fungo.

Pubblichiamo una black list dei cibi contaminati giunti in Italia.

Ci sono anche riso, tè, fagioli secchi, peperoni dolci e olive da tavola lavorate e altro ancora.

a cura redazione Arga Toscana

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