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Ricerca Coop-Nomisma 2021, ripresa lontana anche in Toscana, ma sì al vaccino, allo slow cooking

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Il nuovo rapporto Coop, svolto in collaborazione con Nomisma, sulle aspettative degli italiani e quindi dei toscani nel 2021 evidenza due elementi importanti: da una lato l’allontanamento della ripresa economica, dall’altro l’intenzione di vaccinarsi con sette consumatori su dieci convinti, e due che nutrono qualche dubbio ma che probabilmente alla fine lo faranno.

L’effetto della pandemia si fa sentire, e se alcune delle abitudini da lockdown si consolideranno, altre saranno superate e ribaltate.

Un dato interessante è che si dovrebbe assistere a una sensibile crescita (pandemia permettendo) dei viaggi e delle vacanze, della socialità live e di una nuova mobilità sostenibile e Covid free.
Nella nuova realtà le intenzioni di spesa sembrano privilegiare alcune categorie di consumo e penalizzarne altre.

A pagare più di tutti il prezzo della pandemia saranno soprattutto i trasporti pubblici, (ambito in cui gli italiani pensano di ridurre più di tutto le spese rispetto al 2019).
Anche abbigliamento, calzature, abbonamenti e pay tv risentono pesantemente del timore della riduzione dei redditi.

Ristrutturazioni, domotica e acquisti di elettrodomestici figurano ai primi posti nella lista dei desideri.
Molti hanno intenzione di tornare alla socialità in presenza (musei, cinema) ed esprimono voglia di compresenza fisica non più solo virtuale.
Più di uno su tre spera a serate in compagnia.

Diventano invece fuori moda i comportamenti orientati al riconoscimento sociale (per un italiano su due si riduce l’acquisto di abiti di alta moda), le visite ai grandi centri commerciali e le discoteche.

Secondo la ricerca Coop e Nomisma il cibo sulla tavola degli italiani deve essere prima di tutto sostenibile la casa rimane uno dei caposaldi nel post-Covid; un italiano e lo fa anche un toscano su cinque sogna la domotica, quasi quattro su dieci ragionano su ristrutturazioni o efficientamento energetico, e ai primi posti nella lista dei desideri compaiono anche le spese per rinnovare l’arredamento, i grandi elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie…) e persino i robot da cucina.

Quasi un italiano su due investirà su nuovo smartphone, tablet, pc, smart tv; anche i pagamenti online, l’e-grocery e il delivery saranno sempre più frequenti.
Gli italiani e toscani sembrano sempre più alla ricerca di nuove soluzioni effettivamente smart.

Il cibo sulla tavola degli italiani e dei toscani è prima di tutto sostenibile, ma questo concetto include a fianco del generico rispetto per l’ambiente l’aggiunta di produzione locale e di filiera controllata.

Compare anche il principio della giusta remunerazione per i vari attori della filiera.
Anche lo “slow cooking”, ossia l’acquisto di più ingredienti di base e meno piatti pronti, che ha dominato nel 2020 continua a rafforzarsi aiutando gli italiani a spendere meno, difendendo qualità e salubrità. Ancora una volta il cibo è metafora dell’Italia.
Assieme alla salute e alla casa, rimane l’ultimo argine alla riduzione dei consumi rispetto al pre-Covid.
Ciò nonostante quello del 2021 sarà per molti un cibo sobrio (se per il 71% del campione questa voce di spesa rimarrà stabile, un 15% intende risparmiare).

Continua l’onda lunga dello “slow cooking” la nuova strategia per spendere meno e nello stesso tempo difendere qualità e salubrità del proprio cibo spesso cucinandolo da sé (il 30% già ad agosto prevedeva di dedicare più tempo alla preparazione dei pasti).

Inoltre, gli acquisti si concentreranno maggiormente sugli alimenti prodotti con materie prime italiane e naturali/sostenibili (rispettivamente il 53% e il 48% del campione ritiene che queste categorie registreranno le migliori performance rispetto all’anno precedente), oltre che con ingredienti freschi (in crescita per il 52%). Proprio il concetto di prodotto sostenibile però si fa più articolato e al generico rispetto dell’ambiente si affiancano il concetto di produzione locale o legata al territorio (il 50% abbina questo tema alla sostenibilità) e una filiera controllata (49%).

a cura redazione Arga toscana

Fonte: Il fattoalimentare.it

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