Quel principe degli agrumi, il bergamotto. Diverrà toscano un giorno?

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Il frutto del bergamotto è stato rinominato “oro verde” dagli agricoltori calabresi che ne hanno fatto un’eccellenza del territorio: un agrume prezioso per la vastità delle sue proprietà che oltre alla profumeria trovano applicazione nell’industria alimentare, cosmetica e farmacologica.

Elemento principe nelle composizioni profumate, il bergamotto è l’oro verde di ogni maestro profumiere che sa utilizzarne al meglio l’essenza frizzante, basti pensare che fa la sua prima comparsa nel mondo dei profumi a metà del 1700 all’interno di un’Acqua di Colonia e da allora ha partecipato alla composizione di profumi prestigiosi che hanno fatto la storia dell’alta profumeria senza soluzione di continuità fino ai nostri giorni.

Ma cos’è questo agrume miracoloso che molti scambiano per lime o mandarino verde, quasi immangiabile ma profumatissimo, che viene raccolto esclusivamente a mano per non rovinare il prezioso olio essenziale contenuto nella sua scorza?
Il bergamotto è un innesto naturale di limone ed arancio amaro ed ha la particolarità che si coltiva innestandone un germoglio su un tronco di arancio amaro, è questo infatti l’unico modo per permettere la riproduzione della pianta. Il bergamotto di Calabria il più pregiato ed utilizzato nell’alta profumeria.

Come ogni supereroe (o super-frutto) che si rispetti, c’è un alone di mistero sull’effettiva provenienza del bergamotto. Agrume appartenente alla famiglia di piante delle Rutacee, alcuni studi affermano che il bergamotto sarebbe stato importato in Europa dai Crociati al rientro dall’Oriente, altri da Cristoforo Colombo che l’avrebbe scoperto nei suoi viaggi ma vista la particolarità della pianta del bergamotto e considerati i mezzi di trasporto presenti all’epoca, resta molto probabile un’origina autoctona: nato e cresciuto in Calabria nel microclima “tropicale temperato umido”.

Anche qui però l’albero del bergamotto afferma nuovamente la sua esclusività e non si concede facilmente, crescendo non in tutta la regione ma solo nella zona più meridionale della Calabria, in una striscia di terra di ca. 140 km tra lo stretto di Messina e la costa Ionica.

Da sempre elemento di stile aristocratico, il bergamotto viene citato nelle prime pagine de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nella descrizione dell’elegante mise del Principe Fabrizio Salina:
[…] Il cameriere si sollevò sulla punta dei piedi per infilargli la redingote di panno marrone; gli porse il fazzoletto con le tre gocce di bergamotto.

L’olio essenziale di bergamotto che si utilizza in profumeria viene ricavato dalla scorza dell’agrume tramite procedimenti di estrazione a freddo. L’essenza di bergamotto offre un ventaglio di sfumature olfattive tra il verde, il floreale ed il fruttato a seconda della zona di coltivazione e del momento della raccolta. Nei frutti coltivati più a Sud della costa calabra infatti l’essenza oscilla verso note più fresche, mentre in quelli della zona settentrionale troviamo note olfattive tendenti al fiorito, così come se la raccolta avviene ad inizio stagione (fine novembre) l’essenza è più verde, mentre sfumature più fruttate e rotonde accompagnano il raccolto di fine stagione (marzo-aprile).

Sapete dove potete trovare il bergamotto tra le note olfattive dei profumi e profumatori ambiente Erbario Toscano? Nelle note di testa di Polvere di Siena l’aroma fresco del bergamotto è arricchito dall’energia stimolante e pungente del pepe nero.

Troviamo il bergamotto raffigurato nei dipinti del Bimbi alla fine del XVII sec., citato con il nome di ‘Pera bergamotta, razza d’Arancio’.

La sua posizione botanica è incerta; secondo il botanico Chapot (1962) potrebbe essere un ibrido naturale tra l’arancio amaro e la limetta acida e sarebbe comparso in Calabria fra il XIV e il XVI secolo. Per altri autori ancora il bergamotto è un ibrido naturale tra arancio amaro e limone, mentre per altri ancora si è originato da una mutazione dell’arancio amaro.

Lo sviluppo del bergamotto è legato all’invenzione in Germania dell’ ’Acqua di Colonia’ da parte dell’italiano Giovanni Paolo Feminis, che la brevettò nel 1700 circa, utilizzando come essenza base del profumo, l’olio presente nella buccia del bergamotto.

Oggi in Italia questa specie è coltivata soltanto in Calabria, ma c’è qualcuno che pensa che si potrebbe tentare a coltivarlo anche in Toscana, scegliendo i terreni giusti.
È una pianta di medio vigore con foglie grandi, appuntite, piccioli provvisti di strette ali. Fiorisce solo in primavera ed ha fiori bianchi. I frutti sono di media grandezza, rotondeggianti e piriformi, con residuo stilare. La buccia, di colore giallo, è ricca di oli essenziali con un aroma molto spiccato e caratteristico. Polpa di colore giallo-verdastro, amarognola e molto acida.
Le cultivar più diffuse sono la “Femminello”, la “Castagnaro” e la “Fantastico”.

E’ il principe degli agrumi, il Bergamotto cresce e fruttifica lungo la Costa dei Gelsomini, nella provincia calabrese. La sua coltivazione è alquanto circoscritta a questa zona: è solo in questa stretta fascia di terra nel cuore della Magna Grecia, infatti, che si creano le condizioni ideali per la produzione di questo frutto.

Una curiosità: se si pianta un seme di Bergamotto, a nascere non sarà un albero dello stesso frutto, ma uno di arancio amaro. Il Bergamotto così come lo conosciamo nasce da un innesto, che ha lontana origine da una qualche mutazione naturale dell’arancio amaro.

SCHEDA TECNICA

Nome scientifico: Citrus bergamia
Colore: verdognolo tendente al giallo
Forma: schiacciato ai poli, meno rotondo del pompelmo
Gusto: agrumato, con note acidule e amarognole
Segni particolari: principe degli agrumi, dalle proprietà antibatteriche, antistress antinfiammatorie e anticolesterolo.

“E’ emersa l’anima green, una passione per il biologico che conferma numeri in costante crescita, risultato di una grande attenzione, a partire dalla selezione delle materie prime, dal controllo completo della filiera, ai packaging progettati sempre in ottica sostenibile”.
Tra i bio per tradizione specializzata nella trasformazione di oli essenziali, estratti dal bergamotto. Oltre alla produzione del fresco, si commercializza un’ampia gamma di trasformati tra cui: succhi, confetture e canditi di bergamotto. Costanti e intense le attività di promozione per far conoscere e apprezzare a livello internazionale le innumerevoli proprietà dell’agrume, che fruttifica solo in una parte del territorio della costa jonica calabrese.

“La forte domanda di prodotto biologico – dice un esperto del settore – è ormai una tendenza consolidata, che deriva da una crescente attenzione alla qualità del cibo e alla consapevolezza dell’importanza del mangiare sano per la nostra salute e per il rispetto dell’ambiente. Grazie alla ricerca e alle campagne di comunicazione il bergamotto, da prodotto utilizzato soprattutto nelle lavorazioni industriali, oggi è diventato di uso e consumo comune, anche in virtù della ricerca che ne ha riconosciuto proprietà benefiche”

Il bergamotto è un agrume profumato: assomiglia all’arancia ma ha il colore giallo brillante del limone. E’ noto per la sua essenza, ma è ottimo anche per preparare confetture e succhi salutari, considerati dalla ricerca un presidio naturale per il controllo del livello di colesterolo nel sangue.

La raccolta del bergamotto mediamente inizia a ottobre e finisce a gennaio. La campagna commerciale 2020, al via da qualche settimana, promette discreti volumi rispetto all’anno scorso e prezzi in campagna più bassi, in funzione dei maggiori quantitativi di prodotto.

a cura redazione Arga Toscana

Fonti: Flashplaza, Oscar Tintori, Erbario Toscano.

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3 comments

  • Molto interessante questo articolo. Da un punto di vista olfattivo ne conoscevo i vari utilizzi e la sua storia, ma sono molto incuriosita dalla possibilità di coltivare questo agrume prezioso in Toscana. Sarebbe forse ancora più positivo tentare una coltivazione in un microclima collinare come quello di Buggiano, il Borgo degli Agrumi? O che voi sappiate ci sono già esemplari di questo agrume ed hanno una buona resa? Grazie della risposta e complimenti.

    • gentile signora non abbiamo le risposte che lei ci chiede, ci segua nei nostri articoli e grazie per il suo interessamento

  • Molto interessante questo articolo. Da un punto di vista olfattivo ne conoscevo i vari utilizzi e la sua storia, ma sono molto incuriosita dalla possibilità di coltivare questo agrume prezioso in Toscana. Sarebbe forse ancora più positivo tentare una coltivazione in un microclima collinare come quello di Buggiano, il Borgo degli Agrumi? O che voi sappiate ci sono già esemplari di questo agrume ed hanno una buona resa? Grazie della risposta e complimenti.

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