Chianti e Uzbekistan sempre più vicini, in gioco rapporti commerciali, un festival sull’uva e un’Università dell’enologia

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Il Chianti e il suo vino fa tendenza e lo conoscono tutti persino nel lontano Uzbekistan

Ritano Baragli Presidente del Consorzio della Cantina Sociale Chianti Colli Fiorentini di Val Virginio a Montespertoli che è anche vicepresidente del Consorzio Chianti del presidente Busi, ha avuto visita e ricevuto una delegazione uzbeka che è giunta nella cittadina della provincia fiorentina. Delegazione uzbeka al gran completo dal vice governatore della Regione Tashkent Jashmhid Shoakmedov, il console onorario Leonardo Comucci e da una funzionaria dell’ambasciata uzbeka in Italia.

L’Uzbekistan è un Paese dell’Asia Centrale, ex repubblica sovietica.

È noto per le moschee, i mausolei e i luoghi legati alla Via della Seta, l’antica rotta commerciale che collegava la Cina al Mar Mediterraneo. Samarcanda, la città più importante lungo la Via, ospita un importante esempio di architettura islamica: il Registan, una piazza delimitata da tre scuole religiose decorate con ricchi mosaici e risalenti ai secoli XV-XVII.

Il Direttore del Consorzio Vino Chianti Marco Alessandro Bani ha mostrato alla delegazione le fasi della produzione, quelle promozionali, tutela e vigilanza nonchè le regolamentazioni che recitano le qualità del vino prodotto. Non potevano mancare per l’occasione alcune degustazioni.

L‘Uzbekistan produce grossi quantitativi di uve, per lo più destinate al consumo diretto come frutta, solo infatti una quota del 20 per cento è destinata alla vinificazione.

L‘Uzbekistan accoglierebbe molto volentieri il vino toscano di queste parti e sta pensando di organizzare in Oriente un Festival dell’uva nella capitale TashKent nel 2022 in autunno e ha chiesto un supporto organizzativo.

Dunque un progetto concreto tra cui spicca inoltre un’Università dell’Enologia, progetto che le due aree così lontane nei confini ma vicini negli intendimenti vorrebbero prevedere a breve.

a cura redazione ArgaToscana

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