Raee questo sconosciuto ma chiamiamoli rifiuti elettronici, la Toscana strizza l’occhio all’Andalusia in Spagna

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I positivi dati dell’indagine Demopolis all’evento finale del progetto Life Weee
In quanti sanno che la parola Raee significa Rifiuti Apparecchiature Elettriche e Elettroniche? Forse sì e forse no, forse una discreta percentuale, ma adesso perlomeno c’è più consapevolezza e conoscenza

Tre anni fa davvero pochi sapevano che cosa si intendesse per Raee: oggi, con un progresso di 30 punti rispetto al 2018, il dato sfiora la metà dei cittadini (48%).
È uno dei dati che emerge dall’indagine, realizzata per Anci Toscana dall’Istituto Demopolis nell’ambito del Progetto Life WEEE, che misura i progressi maturati nell’ultimo triennio, sia in termini di informazione sia nei comportamenti diffusi nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. La ricerca è stata presentata oggi in occasione dell’evento finale del progetto europeo Life Weee, nato per educare al recupero e al riuso di questi oggetti, sempre più diffusi ma altamente inquinanti, che invece possono rappresentare dei veri tesori da riciclare.

Il progetto è stato coordinato da Anci Toscana insieme alla Camera di Commercio di Firenze, la Camera di Commercio di Siviglia, i dipartimenti di Ingegneria Civile ed Ingegneria dell’Informazione dell’Università Firenze, la società delle Camere di Commercio Ecocerved e la Regione Toscana; l’obiettivo è migliorare e promuovere la raccolta differenziata dei Raee in Toscana, coinvolgendo le piccole e medie imprese, per poi replicare e testare lo stesso modello in Andalusia.

La ricerca di Demopolis, condotta dal 2 all’8 maggio, ha permesso di misurare l’impatto degli interventi di sensibilizzazione promossi per migliorare conoscenze e comportamenti dell’opinione pubblica, in una regione come la Toscana che – secondo il Barometro Politico Demopolis – si distingue nel contesto nazionale per l’attenzione e la sensibilità collettiva verso l’ambiente. Il livello medio di pericolosità percepita degli specifici rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si rileva significativo in Toscana, anche fra i cittadini meno informati: in una scala da 1 a 10, si assesta su di un considerevole 8,6.

L’Istituto di Ricerche diretto da Pietro Vento ha verificato le effettive modalità di dismissione applicate dalle famiglie toscane negli ultimi 3 anni per differenti tipologie di apparecchiature. A conferma di una buona organizzazione nella gestione dei RAEE sul territorio regionale, le modalità di smaltimento più applicate dalla popolazione toscana sono quelle “istituzionali”, con le isole ecologiche, i centri di raccolta ed i servizi comunali che si qualificano come il primo veicolo di conferimento. In particolare, per l’eliminazione dei grandi elettrodomestici, la dismissione “istituzionale” è il comportamento maggiormente registrato (79%). Per le apparecchiature di minori dimensioni, l’indagine Demopolis rileva oggi un marcato incremento nella quota di cittadini capaci di operare secondo idonee modalità di dismissione. Oggi più di 8 toscani su 10 portano nei centri di raccolta e nelle isole ecologiche tv, pc, attrezzature informatiche e piccoli elettrodomestici.

“Cresce di 20 punti, dal 41 al 61% – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – anche la percentuale di cittadini toscani che dichiara di aver utilizzato modalità di smaltimento “istituzionali” anche per l’eliminazione di telefoni, smartphone e relativi accessori in disuso”. Inoltre, il 52% ricorre in genere all’affidamento dei vecchi elettrodomestici ai negozi, effettuando un nuovo acquisto. Si tratta di dati che confermano il successo degli interventi di sensibilizzazione promossi in seno al Progetto Life WEEE, promosso da Anci Toscana, Regione e Camera di Commercio di Firenze per aumentare la conoscenza e la sensibilità dell’opinione pubblica regionale in tema di RAEE.

In Toscana migliora anche la conoscenza degli strumenti normativi pensati per favorire una corretta gestione dei RAEE. Raggiunge il 68% (+12 punti nel triennio) il livello di conoscenza dei toscani sulla normativa Uno contro uno: l’obbligo dei venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito delle apparecchiature non più usate, a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente. Resta più limitata (al 20%) la conoscenza del Decreto legislativo Uno contro Zero: la possibilità di smaltire piccoli apparecchi (di dimensioni inferiori ai 25 cm), senza costi senza alcun obbligo di acquisto, presso i venditori con superficie superiore ai 400 mq.

Se migliorano le conoscenze e le buone abitudini dei toscani – spiegano i ricercatori dell’Istituto Demopolis – l’opinione pubblica sollecita alle istituzioni una “promozione attiva” dei comportamenti virtuosi. Ad esempio, un sistema di riduzione delle tasse per i cittadini che smaltiscano le vecchie apparecchiature elettriche ed elettroniche direttamente nei Centri di raccolta comunali o in altri punti autorizzati: l’ipotesi è oggi apprezzata da oltre 9 intervistati su 10.

L’indagine è stata condotta dal 2 all’8 maggio 2021 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per ANCI Toscana nell’ambito del Progetto Life WEEE. La rilevazione demoscopica è stata effettuata su un campione di 2.008 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione toscana maggiorenne, stratificato per genere, fascia di età ed area di residenza. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

Fonte: Anci Toscana

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