Le grandi qualità del Tempranillo vino antico prodotto da Pietro Beconcini e a settembre gran festa

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Un vino antico nel cuore toscano “Il Tempranillo
L’azienda Pietro Beconcini Agricola si trova a San Miniato (località La Scala) fra Pisa e Firenze, in una zona, fra i fiumi Arno e Elsa da cui passa la Via Francigena.
L’azienda nasce nei primi anni ’50 con il nonno Beconcini, il quale riuscì ad acquistare i terreni su cui già lavorava come mezzadro dei Marchesi Ridolfi antico casato toscano.
Era un’azienda polivalente, dove oltre alla produzione di vino erano presenti allevamenti di animali e produzione di grano.
Nei primi anni ’90, con l’avvento di Leonardo Beconcini, si intraprende uno studio territoriale assai accurato, mettendo in luce le grandi potenzialità del territorio. Inizia così la ricerca in vigna, dando vita alla prima annata del Sangiovese in purezza del 1995.
La passione di Leonardo coinvolge la moglie Eva Bellagamba che dal 1997 ha lasciato la professione di architetto per dedicarsi insieme al marito all’attività aziendale.


La storia del “Tempranillo
La passione di Leonardo e Eva, e la voglia di valorizzare al massimo i propri terreni vinicoli, dopo un accurato studio in vigna ha portato alla scoperta a fine anni ’90 di un vitigno straordinario e allo stesso tempo inaspettato, il Tempranillo.
All’inizio gli fu dato il nome “IXE” ragione del fatto che era un vitigno sconosciuto. Ancora non si ipotizzava che potesse essere il famoso vino di origine spagnola.

Da qui nasce l’ipotesi di un vitigno già presente da secoli su quel terreno, così è iniziato il percorso che ha portato alla scoperta di questo vitigno spagnolo molto pregiato e particolare.
Nel 2004 in collaborazione con le università di Pisa, Firenze e Milano, coinvolgendo il loro agronomo di fiducia e il Professor Attilio Scienza viene fatto il DNA della pianta che si scopre essere il Tempranillo , nel 2009 viene accettato come vino coltivabile in Toscana, con la grandissima soddisfazione di Leonardo e Eva.
Ma come è possibile che un vitigno di origine spagnola si trovi impiantato sul territorio sanminiatese?


Ci sono due ipotesi curiose: l’azienda vinicola trovandosi sulla via francigena è sempre stata attraversata dai pellegrini.

Si ipotizza così che i semi di Tempranillo siano stati portati dai pellegrini dalla Spagna nel 1700 i quali passavano davanti al vigneto in questione.
Altra ipotesi essendo San Miniato importante luogo di culto molto frequentato, nel 1700 un vescovo spagnolo di passaggio abbia donato al prete agronomo Giovan Battista Landeschi, un seme di Tempranillo il quale si pensa che abbia piantato il seme proprio qui, dando vita cosi al vitigno, poichè la tecnica della propagazione della vite era per seme.


Ad avvalorare questa ipotesi sta il fatto che sacerdoti dell’epoca erano attratti dalla vicina comunità ora zona archeologica di Vico Wallary (in cui durante gli scavi si sono trovati piatti con semi di uva). Fu grazie a Giovan Battista Landeschi che si rinnovò la tecnica dell’agricoltura, sfruttando al massimo il territorio collinare introducendo i terrazzamenti e nuovi metodi di irrigazione.
Per certo possiamo ipotizzare che il vitigno sia nato via seme, il quale si è perfettamente adattato al terreno nonostante il Tempranillo nasca su terreni sabbiosi.
Tutto ciò fa capire a Eva e Leonardo che sono sulla via giusta e quindi della produzione di Tempranillo, cosa che li rende unici in tutta la Toscana. Eva parla di miracolo riferendosi al fatto che dopo più di 400 anni ci siano ancora piante così belle e sane.


Ecco così che San Miniato e il suo territorio si arricchiscono sempre di più, grazie alle capacità e la voglia di mettersi in gioco di imprenditori che hanno deciso di investire la propria vita in una grande passione.
Eva sostiene che “San Miniato è una zona felice poichè offre tantissimi prodotti di qualità, territorio che va mantenuto e valorizzato”.

Eva e Leonardo il 345 settembre 2021 organizzeranno la Festa del Tempranillo per dare l’opportunità a chi è curioso di degustare questo magnifico vino dalla storia unica e irripetibile.


Caratteristiche tecniche di “IXE”:
Uvaggio: Tempranillo 100%
Zona di produzione: San Miniato, Toscana
Abbinamenti: Cucina toscana rivisitata con influenze orientali ed esotiche e importante utilizzo di verdure e frutta
Note organolettiche: Colore: Rosso con riflessi violacei e blu tipici del vitigno, trasparente ma molto profondo e brillante con riflessi di luce fredda.
Profumo: fiori e frutta insieme sono la prima caratteristica di questo vitigno che si avvicenda nello spettro aromatico, ma la sua forza principale deriva dalla grande mineralità e sapidità sopratutto che si avvertono nell’approccio olfattivo.
Sapore: decisamente morbido da buon Tempranillo, ma che sui terreni di San Miniato si complessa con un’acidità importante che lo rende molto fluido e bevibile che contribuisca alla pulizia di bocca.
Caratteristiche tecniche di “Vigna Le Nicchie”
Uvaggio: Tempranillo 100%
Zona di produzione: San Miniato, Toscana
Abbinamenti: brasati e stracotti in dolceforte, selvaggina di pelo preparazioni con cioccolato.
Note organolettiche: Colore: rosso con riflessi violacei e blu tipici del vitigno, trasparente ma molto profondo e non perfettamente brillante a indicare la densità dovuta all’appassimento.
Profumo: fiori e frutta nello stesso tempo che si sostituiscono a vicenda durante l’invecchiamento fino a trovare la perfetta fusione intorno al quinto anno di età, quando iniziano a comparire i primi sentori terziari, liquirizia, caffè cacao, cuoio insieme alle note cremose che completano lo spettro aromatico di questo vino.
Sapore: cremoso, denso, ma con bevibilità decisamente piacevole dovuta ai tannini fini e setosi che diventeranno dolci solo al sesto, settimo anno e ad un finale di bocca lungo ma non invadente.
Caratteristiche “Fresco di nero”
Uvaggio: Tempranillo 100%
Zona di produzione: San Miniato Toscana
Abbinamenti: affettati freschi, formaggi freschi, stuzzichini da aperitivo, carne e verdura bollita, pesce grigliato e piatti a base di tartufo (San Miniato è terra di eccellenza per il tartufo bianco)
Note organolettiche: Colore: rosso chiaro brillante e trasparente.
Profumo: freschi profumi di fiori rossi e note citrine, con sentori di grafite e gesso.
Sapore: il vino giusto per la sete, molto leggero, ma complesso e fruttati allo stesso tempo.

A cura di
Teofane Matteucci

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