Agricoltura: approvata legge trasferimento funzioni

Agricoltura

 Via libera al riordino del corpo normativo sul settore rurale. Il Consiglio regionale ha approvato con 25 voti a favore e 6 contrari (Lega e Forza Italia) la proposta di legge sul trasferimento delle funzioni provinciali per effetto della legge 22/2015.

Si tratta di un adeguamento, come ha spiegato il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, Gianni Anselmi (Pd), nel corso dell’illustrazione all’Aula, che ha comportato interventi puntuali nei singoli articoli delle leggi in materia di agricoltura. Per quanto riguarda la disciplina della tartuficoltura è stato necessario, ai fini della verifica dell’idoneità alla raccolta, ridefinire anche la composizione della commissione d’esame, prevedendo comunque la possibilità di mantenere un’articolazione territoriale delle sessioni, da definire con delibera di Giunta regionale.

Precisate anche destinazione e modalità di ripartizione dei proventi derivanti dal pagamento degli importi relativi all’abilitazione da parte del raccoglitore di tartufi. Viene poi stabilito che il 60% delle somme riscosse sia assegnato a determinati comuni, ricompresi nelle aree geografiche di raccolta, per restituire al territorio la possibilità di gestire le iniziative di promozione. Il testo rende poi operative le commissioni esaminatrici per la verifica dell’idoneità alla raccolta di tartufi, che rimarranno articolate a livello territoriale. Per quanto attiene la disciplina dell’agriturismo, oltre agli adeguamenti, è stata eliminata la comunicazione dei prezzi da parte degli operatori, per rispondere all’esigenza di ridurre gli oneri delle imprese.

In sede di dichiarazione di voto, Irene Galletti (M5s) ha anticipato il voto favorevole del gruppo per “non creare impasse”. “Crediamo, però, che sia necessaria una revisione complessiva, per aggiornare la normativa regionale a quella statale e comunitaria”.

Roberto Salvini (Lega) ha invece dichiarato il voto contrario del gruppo: “Questa legge è molto vecchia. Parla di una Toscana di 30 anni fa” ha spiegato, rilevando come, per esempio, “non ci siano tutele sulla genetica dei prodotti”.

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