La biodinamica è legge, ma è polemica e fa infuriare la scienza

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LA POLEMICA

Nel disegno di legge approvato dal Senato con un solo voto contrario è equiparata all’agricoltura biologica.

Corna di mucca e teschi, la biodinamica è legge, la scienza è infuriata.
Per i Lincei è roba da fantasy

Galeotta fu l’equiparazione. Nel disegno di legge, votato nei giorni scorsi dal Senato, che riconosce l’agricoltura biologica, ci sono diversi passaggi in cui a questa viene equiparata l’agricoltura biodinamica. E gli scienziati han preso cappello. Perché entrano in scena, per migliorare la qualità della produzione, teschi, pelli di topo, corna di vacca o vesciche urinarie di cervo, nelle quali infilare cortecce, fiori o letame, da sotterrare ed eventualmente dissotterrare dopo qualche tempo. E poi si tiene conto delle fasi lunari e delle posizioni dei pianeti.

La senatrice a vita Elena Cattaneo, unica a votare contro a Palazzo Madama (195 a favore e un astenuto) ha parlato di «pratiche non solo antiscientifiche ma schiettamente esoteriche e stregonesche». E trenta scienziati, da Alberto Mantovani a Giuseppe Remuzzi, capitanati dal presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, hanno scritto una lettera aperta ai senatori per invitarli a non riconoscere «una pratica esoterica opposta e inconciliabile con qualunque dato scientifico».

Lanciata nel 1925 dal teosofo tedesco Rudolf Steiner, l’agricoltura biodinamica ha alcune somiglianze con quella biologica (fondata sull’eliminazione dei pesticidi), ma si differenzia per la presenza di pratiche «esoteriche», tra cui l’utilizzo di alcuni preparati (il letame va infilato nel corno di una vacca e poi seppellito per la fermentazione prima di essere recuperato per Pasqua) . «A questo punto, ognuno si può inventare un metodo — interviene il professor Parisi —. Perché non sotterrare i nani da giardino?». Una battuta per denunciare pratiche che non hanno un fondamento scientifico. «Certi metodi ricordano le atmosfere dei romanzi fantasy» sottolinea anche il presidente dell’Accademia dei Lincei che ora si appella al governo perché intervenga. «Il ddl — ha detto Elena Cattaneo in Senato — prevede che una quota di fondi venga dedicata alla ricerca scientifica, alla formazione nel settore biologico e, quindi, all’equiparato biodinamico».

La senatrice a vita, però, è rimasta sola ad opporsi (il testo ora va alla Camera). I colleghi parlamentari hanno ritenuto prevalenti gli aspetti positivi. Viene riconosciuto il marchio «Biologico italiano», si istituisce il Tavolo tecnico per la produzione biologica che avrà tra i compiti quello di favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e di sostenere le forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera.

Fonte: Cesare Zapperi Corriere della Sera

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