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Sciabolatori di spumante. È nata l’associazione

Vino

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SCIABOLATORI DI BOLLICINE ITALIANE

Nasce in Toscana il sabrage con lo spumante: c’è l’associazione nazionale
Lo spumante italiano ha i suoi sciabolatori ufficiali. La particolare tecnica di apertura delle bottiglie attraverso l’utilizzo della sciabola, trova la connotazione made in Italy con la nascita dell’associazione nazionale La sciabola sul collo che si prefigge di essere veicolo per la promozione e la valorizzazione dello spumante italiano nel mondo, attraverso attività di carattere culturale, didattico, editoriale e formativo.
L’iniziativa parte dalla Toscana e precisamente da San Miniato (in provincia di Pisa) dove ha sede l’associazione e la famiglia Buonaparte ha fatto la storia della città, colmando un vuoto che si trascina da due secoli.

Fino ad ora il sabrage veniva praticato infatti solo con le bottiglie di champagne, privilegiando il pregiato vino francese. La qualità del vino spumante italiano negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale ed è sempre più apprezzata, sia prodotto con il metodo classico sia prodotto con il metodo charmat, dolce o secco che sia.
Ogni regione ha le proprie punte di eccellenza.
Ci sono poi vini spumanti che sono diventati un trend in Italia e un prodotto di esportazione che hanno conquistato notevoli fette di mercato estere.
Le piccole produzioni come quelle delle grandi aziendali riunite in consorzi, rappresentano il meglio dell’enologia italiana nelle quali terroir e clima si incontrano con il lavoro dell’uomo, con l’arte e con la tecnica di vinificazione; la vivacità delle bollicine d’oro e il perlage fine e persistente, potranno avere un nuovo valore aggiunto attraverso la pratica della sciabolatura.
Ma chi può sciabolare? Chiunque lo vorrà e sono stati previsti sei livelli di qualifica di sciabolatore, bronze, bronze plus, silver, silver plus, gold e gold plus, raggiungibili per anzianità di associazionismo e solo dopo uno specifico esame che prevede la sciabolatura di una bottiglia ogni volta più grande: standard, magnum, jéroboam, mathusalem, salmanazar, balthazar. Ad ogni livello raggiunto sarà consegnato il relativo attestato di livello e lo spillo da giacca che certifica il livello raggiunto.

C’è poi un apposito cerimoniale di investitura durante una conviviale, dove è protagonista, in abbinamento con i cibi, ovviamente, lo spumante italiano. In quell’occasione soci ed accompagnatori accolgono i nuovi sciabolatori che nell’occasione affrontano il test di apertura della bottiglia con la sciabola e ricevono il titolo di sciabolatore.

Il progetto de La Sciabola sul collo si sviluppa sul territorio italiano tramite l’attività di referenti dislocati su tutto il territorio nazionale, che si occupano di organizzare eventi di aggregazione per gli associati e della crescita del numero tesserati. Chi aspira a diventare sciabolatore si può già iscrivere attraverso il sito www.lasciabolasulcollo.org
Ma Napoleone Buonaparte a cui si la tradizione attribuisce la pratica dell’apertura delle bottiglie di champagne con un colpo di sciabola per festeggiare ogni battaglia vinta e a cui si deve la propagazione della sciabolatura dello champagne, non era anche italiano, toscano e di origini sanminiatesi?
E allora sciaboliamo made in Italy. Lo spumante italiano.
I fondatori dell’associazione nazionale La Sciabola sul collo
Fabio Bagni (Presidente), Elvira Bagni, Stefano Pagani, Valerio Franchi, Aniello Veneri, Marco Cei, Massimiliano Antonio Iaia.
I primi undici sciabolatori: Giancarlo Di Blasi, Aniello Veneri, Samuele Gatrizzi, Fabio Bernardini, Massimiliano Iaia, Stefano Carmassi, Marco Cei, Emanuele Costantini, Luca Iacopini, Luca Scarpellini, Gino Latini.

A cura redazione Arga Toscana
Redatto da Fabrizio Mandorlini

Foto: cuoioindiretta.it

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